Programmi applicativi

|
|||||||||||||||||||||||||||
|
E’ possibile elaborare materiale didattico in qualunque forma, a seconda delle necessità, degli obiettivi e dei metodi adottati. In particolare secondo la normativa e la legislazione in vigore la formazione via e-learning deve rispettare degli standard che consentano il tracciamento etc. ma questa forma va in direzione opposta ai metodi di formazione che si sono rivelati migliori quali le smart communities. SCORM è considerato uno degli standard più diffusi (Shareable Content Object Reference Model): in realtà non si tratta semplicemente di uno standard ma di un refernce model che seleziona una serie di raccomandazioni esistenti mentre AICC è lo standard per il runtime dell’industria aeronautica americana (complementari, per questo si parla di SCORM-AICC); l’obiettivo è produrre contenuti riutilizzabili, compatibili con diversi sistemi e-learning. Le versioni, dopo la 1.1 (poco utilizzata e ormai obsoleta), sono la SCORM 1.2. adottata dalla maggior parte degli LMS e il più recente e potente (per il sequencing e navigation, potendo definire non solo il comportamento nello SCO ma anche tra gli SCO) SCORM 2004, ancora poco adottato. Quindi si parla solo di interazione tra singolo utente e sistema di online learning: non solo non ha senso parlare di SCORM per l’offline learning ma neanche per online learning di gruppo (il più efficace) Fondamentalmente SCORM definisce come pacchettizzare il contenuto e come farlo interagire col sistema. Il packaging, in un file zip, deve contenere un file in formato XML intitolato “imsmanifest” che contenga tutte le informazioni necessarie a importare e avviare i contenuti senza interventi esterni (ad esempio quale file deve essere avviato per primo, etc.) L’interazione col sistema durante il run-time richiede lo scambio di dati necessario al delivery e tracking (ad es il sistema comunica al pacchetto SCORM il nome dello studente perché sia inserito nella schermata mentre il pacchetto comunica al sistema di non essere stato completato, quale sia la percentuale mancante e quali i risultati di eventuali test) http://lifehacker.com/5616299/lifehacker-pack-for-android-our-list-of-the-best-android-apps?skyline=true&s=i Ormai è il programma principale ma i criteri di scelta sono cambiati; ecco l’elenco di quelli che uso io: i prescelti! Camino per le attività generali e per la bellissima preferenza che blocca Flash; OmniWeb per i Workspaces e il blocco fattibile aprendo preferenze > blocco pubblicità > check “Dagli indirizzi bloccati” >click su “modifica lista indirizzi bloccati” > “+” a “non caricare niente…” > aggiungere una riga “swf” … confermare tutto
Dei tanti che non ho usato (e non intendo neanche provare) probabilmente avro’ occasione di usa Chrome per l’integrazione con la nuvola Google (alla larga per la privacy) e Cruz per vedere come una pagina viene visualizzata da iPhone Conosciamo tutti la superiorità dell’organizzazione visuale (più adatta al nostro cervello, evoluto per muoversi nello spazio) rispetto a quella alfanumerica ma la macchinosià della ricerca di icone per il sistema operativo (e lo scaricamento, espansione, selezione, etc.) la hanno resa per me sempre antieconomica. Questo fino alla scoperta di questo specifico motore di ricerca per icone. Non serve neanche scaricarle: su mac si preme cmd-crtl.shift-4, si disegna un rettangolo intorno all’icona e poi si incolla nella finestra info, sulla vecchia. Akismet è gratuito solo per uso personale e per un unico sito, mi pare comunque non vincolante: “Install it as a normal admin, activate and add your key. It’ll activate on each new blog under the key in the database, or at least, it did last year, they might have tightened the code by now. If you’re going to do that, make sure it’s on a site where only you will be creating blogs, and add the extra plugin to put the akismet “powered by” link in each blogs footer. Una alternativa gratuita, almeno ora in beta, è Typepad altri consigliano strategie differenti: http://wpmututorials.com/how-to/stopping-spam-comments-sitewide/ La sincronizzazione è questione spinosa e per questo spesso trascurata ma resta comunque fondamentale. Nel dinamico mondo dei sistemi di sincronizzazione dei punti fermi sono: Molto nteressante, anche per applicazioni più sofisticate, è la piattaforma open source (italiano) Funambol per la sincronizzazione su cloud (come Apple MobilMe, Google sync, Nokia Ovi sync, Microsoft My Phone, anche interessanti e gratuiti) Probabilmente questo sito lo avrei gestito meglio come Tublelog su tumblr.com (ci sono un sacco di estensioni di Firefox etc. dedicate). dopo aver guardato Tra i tanti e a parte i nostri mi ha colpito il nuovo lancio di Windows Live (lo stesso del miglior software di blogging, che fa anche upload di immagini incollate) Skydrive, integrato con Hotmail che ora diventa un servizio serio capace di allegare 10 GB ad una mail, si può usare con o senza live mesh, e (per ora almeno, loro vorrebbero far pagare ma non credo ci riescano se non lo fa anche Google) gratis qui c’e’ una guida di quando si chiamava folderShare e una lunga lista su alternativeto.net Dal link qui sopra: Windows Live Sync vs. Live Mesh vs. SkyDrive: Quale?La nuova Windows Live suite include 3 servizi per file storage e online synchronization. Sono Live Mesh, Windows Live Sync and Windows Live SkyDrive – tutte gratuite (nel 2008), serve solo Windows Live account . Windows Live SkyDriveWindows Live SkyDrive è online file storage service. Puoi uploadare manualmente files su Windows Live servers via browser e saranno accessibili da altri computers o da un web-enabled mobile phone. Windows Live SkyDrive non richiede installazioni e fornisce 25 GB di files che non superino i 50 MB. Ogni file o folder ha un Web address (URL) utilizzabile in e-mails o documenti. Windows Live SyncWindows Live Sync, prima FolderShare, è una desktop app + web service per sincronizzare fino a 20 folders containing da 20,000 files ognuno di massimo 4 GB. Con Windows Live Sync puoi accedere da remoto ai files sul tuo hard disk, senza aver configurato nulla (spero non sia facile entrare nell’account!!) Se altri hanno il Live Sync software installato, possono accedere a cartelle che gli lasci aperte sul tuo pc. Windows Live MeshLive Mesh include Windows Live Sync più cloud storage e remote desktop (con supporto per copy-paste). Va installato il Live Mesh software poi si selezionano folders / files da sincronizzare con altri computers: “The process is almost the same as Live Sync but here you can add folders for synchronization from Windows Explorer itself (right click any folder and click “Add Folder to Live Mesh”) while Live Sync only offers a web interface to explorer.” Quando aggiungi un folder alla Live Mesh synchronization, una copia va sulla cloud per essere accessibile a computer spento: Live Desktop offre 5 GB di online storage. Live Remote Desktop – Live Mesh fornisce il completo remote desktop col supporto di copia files e folders from dal remote desktop al PC locale! Sia Live Mesh che Windows Live Sync offono clients per Windows and Mac ma anche per Windows Mobile 6.1 or later. “Which Live Service is right for me? As expected, each of these Live services do have some overlapping features. Live Skydrive is for online storage, Live Sync is primarily for folder synchronization across computers (no storage) while Live Mesh offers a good mix of both though with limited storage space(5GB). Therefore my suggestion would be to go with SkyDrive as well as Live Mesh – you’ll get plenty of storage space plus remote desktop plus you can access”
Ci sono le eccezioni e allora vanno affrontate nella finestra “HTML” le difficoltà di un sistema che gestisce direttamente il codice html. ad es un tag <br /> viene inesorabilmente ignorato e poi cancellato ma si può far così per aggiungere una linea orizzontale tra due righe vuote: < br class=”blank” />
Meno prevedibile era la presentazione di camcorders con GPS integrato come i nuovi Sony, uno supercompatto, interessanti ma di difficile applicazione per la mancanza di uno standard equivalente all’EXIF per le foto, che consenta di includere i dati GPS nelle riprese. Per ora si può localizzare una clip solo sul PC Win su cui si è scaricato e solo attraverso l’apposito software Sony (decisamente lontano da applicazioni utili e interessanti)
ATENEI Sta diventando sempre piu’ ricca l’offerta formativa online, in particolare via iTunes: anche la Federico II http://www.federica.unina.it/ BIBLIOTECHE La british library ha un sito fornitissimo www.bl.uk con mappe storiche, etc. lifehack ha due post sulla formazione gratuita online (a partire da open del MIT alla U di itunes) naturalmente, passando per Youtube EDU con ad es i laboratori Polimi (e openculture che punta ad es a questo corso di programmazione) e repositories di corsi universitari, ci sono siti che vanno dal prgetto trio all’estremo opposto di corsiformazionegratis.com (come si deduce dal nome) … ancor piu’ ampia l’offerta di howto a partire da wikihowto
CAD gratuito per uso personale
Sono così usciti smartphone, netbooks e handheld devices di ogni tipo ma, in particolare per i netbook, il fattore forma ha indotto gli utenti ad utilizzarlo come un computerino. Ritengo sia un errore perché si trasforma in un computerino lento e scomodo quello che dovrebbe essere uno strumento da usare per Web, e-mail, multimedialità, etc. in maniera agile e veloce, senza dover aspettare molti minuti solo per il caricamento di Windows. In particolare netbook e simili basati su CPU Atom per essere utili in generale dovrebbero accendersi in secondi e non in minuti; per ottenere il rapporto funzionalità/velocità migliore possiamo installare:
Per installare su chiavetta USB si può usare UNetbootin Per cellulari i concorrenti di Nokia si sono uniti con LiMo. Per sviluppare (UMTS) è disponibile ofono.org
Numerose e interessanti le nuovoe funzioni di Inkscape, riferimento per la grafica nell’Open Source, tra cui la possibilità di importare PDF
Una prima soluzione può essere l’installazione delle librerie Windows open source del progetto WINE (acronimo ricursivo Wine Is No Emulator), disponibili per Mac e per Linux, che come dice il non emula un hardware su cui far girare Windows, anzi fa completamente a meno di Windows. Per chi preferisce soluzioni pacchettizzate è disponibile da CodeWeavers il programma CrossOver che con estrema semplicità installa tutte le librerie di Wine al prezzo di poche decine di euro (comunque risparmiabili scaricando direttamente Wine e seguendo le istruzioni). Il limite è numero di programmi che funzionano. Qualora i programmi che vogliamo utilizzare non funzionassero con le librerie Wine si puo’ usare il Windows virtualizzato (il procedimento inverso del DOG) in locale o in remoto accedendo via VNC (un po’ piu’ lento di RDP ma più completo)
Sono passati diversi anni dall’ideazione del DVD Open GIS (DOG) e una rapidad analisi dell’evoluzione tecnologica dimostra che lo strumento è ancora utile e all’avanguardia ma vediamo in dettaglio cosa è cambiato nel frattempo. WUBI – sicuramente l’innovazione più interessante, tanto da poter essere implementata come alternativa per alcuni usi, ha tra i suoi vantaggi:
Se non basta verificare altre soluzioni analoghe oppure altri framework o MapServer GUI
1 – utilizzare un server con ifolders per progetti e per contesti da sincronizzare su tutte le macchine in uso (e accedere via web sulle occasionali) (c’e’ un appliance) magari provare Novell NETDRIVE per montare il disco su Windows http://www.netdrive.net/ 2- installare un disco eth da configurare in afp oltre a smb per avere un disco supplementare e condiviso (ma lento) 3- per ulteriori sperimentazioni con rsync e sftp c’e un’apposita appliance su vmw marketplace 4- Un sincronizzatore Win e Linux è UNISON
wp-decoratr plugin, photo dropper La progettazione del sito Web
In tutto questo processo gli errori si moltiplicavano, la pagina più vista in rete era quella con scritto: “Error 404 – page not found”. Anche controllando tutto in maniera certosina e cercando di correggere la maggior parte degli errori, modifiche e aggiornamenti propagavano esponenzialmente gli errori, rendendo insostenibile la gestione del sito.
Insomma una volta provata la potenza di un simile sistema di pubblicazione, si vuol subito far di più, modificare, ridisegnare, riorganizzare. In effetti è lecito voler gestire la comunicazione per intero ed oggi il testo ne è solo una parte. Cominciamo aggiornando le nostre fasi progettuali: Organizzazione dei files e dei linksse ne occupa il sistema con reciproca soddisfazione e ci riguarderà solo quando dovremo riutilizzare files o immagini caricate in precendenza (di default il nostro sistema le memorizza in cartelle organizzate per anno e per mese) Struttura contenuti e navigazionela decidiamo noi, adattandola progressivamente, anche a posteriori, con incredibile flessibilità gestisce tutto il sistema
|
|||||||||||||||||||||||||||
- la grafica è senz’altro ispirata a quella Apple (come esplicitamente dichiarato) ma del sito Apple si riproduce appunto solo la grafica, non certo tutta l’interfaccia;- molto AJAX (le widget si chiudono, si spostano e chissà cos’altro) ma serve? - le opzioni configurabili sono pochissime (logo e header, favicon, analytics e poco altro ) e quelle poche non sembrano funzionare; - è gratuito ma privato per pubblicizzare temi commerciali - in conclusione: se piace e va bene così com’è… |
- gestisce slider e node based layoit (magazine style)- per questo richiede un pesante uso di immagini - gestisce 3 livelli di featured (categorie o stickies) - pere questo va meglio sulle 2 colonne pur gestendone 3 (con due colonne entrano nella centrale 3 nodi e nella sidebar un tabbed box, con 3 colonne solo 2 nodi nella centrale e tabbed box molto stretto) - aggiunge menu con tabs: footer, navigazione, categorie featured, layout, design eneticor mi pare il piu’ interessante per i tre livelli |
– discretamente personalizzabile (un sub-menu con una quindicina di opzioni), ha anche un interessante campo di override dei CSS (permette di personalizzare il CSS scrivendo codice nel database e non nel file CSS così da non perderlo in caso di upgrade;- io non sono riuscito a farlo funzionare (mette la sidebar nel footer, non compare la barra di navigazione, non allinea l’intestazione, etc.) e non apprezzo particolarmente la scelta dei font e la grafica in generale. |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
**** molto frequenti aggiornamentimoltissime opzioni con interfaccia brutta (don’t panic) ha un magazine template per pagina statica che consente: vedi mcdipsu |
![]() |
![]() |
L’ipotesi di modficare
![]() |
Sono possibili integrazioni funzionali mediante l’installazione di plug-in ma qui il discorso è ancor più delicato. In breve accenniamo alla possibilità di verificare le visite o filtrare spam nei commenti: per far questo è necessario registrarsi presso wordpress.com e inserire l’apposito codice che otteniamo, durante l’attivazione dei plugin askimet e wordpress stats nel nostro sito (dal menu plu-gin). Ovviamente dovremo conservare con cura la password scelta e l’indirizzo e-mail utilizzato per la login su wordpress.com.

Per tanti anni ho usato come server dei normali Mac che si son sempre comportati in maniera ottima, oltre ogni aspettativa. Per sfruttare altro hardware ho sperimentato Windows e me ne sono, come sempre, pentito: una pioggia di malfunzionamenti irreparabili! Come principiante ho invece apprezzato Linux (ovviamente).
Si pone in questo caso un ulteriore problema: quale Linux?
Infatti la ricchezza del mondo Open Source obbliga ad una grande quantità di scelte ed una altrettanto grande quantità di valutazioni costi/benefici delle lughe e laboriose analisi su cui si vorrebbe basare le scelte. Tra i molti tipi (chiamati distribuzioni) di Linux disponibili io individuai Ubuntu per i desktop sin dalla sua prima versione ed ho utilizzato Ubuntu Server con soddisfazione in diversi server virtualizzati ma ho notato che una delle distro di riferimento per i server è CentOS.
Le differenze discriminanti tra CentOS e Ubuntu server:
Usabilità – Punto di forza di Ubuntu (è il motivo per cui lo scelsi subito)
Sicurezza – Il riferimento per la sicurezza è SELinux ma il suo uso è ancor più laborioso mentre Ubuntu implementa AppArmor che dovrebbe garantire comunque un buon livello di sicurezza, per di più sul qualunque file sistem, a differenza di SELinux. Inoltre un aspetto fondamentale è l’installazione di aggiornamenti di sicurezza, cosa che Ubuntu può fare automaticamente (non so come si facciano in CentOS)
Funzionalità – CentOS è adatto alle molte applicazioni commerciali certificate per RedHat Enterprise (Oracle etc.) mentre le applicazioni Open Source in genere funzioneranno meglio per Ubuntu. Inoltre l’installazione dei pacchetti è fondamentalmente diversa essendo il primo basato su RPM e il secondo su Debian.
Conclusione: se Wikipedia gira su Ubuntu server sicuramente sarà più che sufficiente anche per i nostri piccoli siti.
E’ disponibile (gratuitamente) Karmic Koala, la nuova versione (9.10) di Ubuntu Linux, la versione di Linux più adatta a sostituire Windows nei PC (nei server Linux si usa già ; ) per avere finalmente un sistema stabile e non afflitto da virus, spyware, trojan, etc. Per chi non volesse abbandonare del tutto Windows (come è ragionevole fare finché non ci si è abituati al nuovo sistema e ai nuovi programmi) è possibile usare il sistema autoinstallante DOG (disponibile presso la segreteria del DIPSU) oppure in nuovissimo Wubi (disponibile su wubi-installer.org) che non solo rende l’installazione di Ubuntu ancor più semplice ma soprattutto la installa come un normale applicativo Windows, senza partizionamento del disco rigido, disinstallabile da installazione applicazioni di Windows. Per molti versi semplice come il DOG ma senza contenere tutti i programmi applicativi e i dati che contiene DOG) e soprattutto . D’altra parte l’intallazione Wubi è un’installazione nativa per tutto tranne che per il file system che non è una partizione del disco rigido ma appunto un file nel disco di windows, quindi un pò più veloce per le applicazioni intensive; consente di accedere ai files del disco Windows ma senza la possibilità di avere finestre Windows e finestre Linux aperte contemporaneamente, offerta dal DOG, e di trascinare icone da un sistema all’altro. Per particolari necessità si potrebbe usare Wubi con un’immagine disco di DOG.
Delle copie di backup (non fatte) di solito ci ricordiamo quando il disco rigido e’ ormai perso (data ignota ma evento certo!) tra disperazione e incredulita’ (non abbiamo mai visto librerie scomparire se non in rari incendi) e per qualche giorno, ovvero quando e’ statisticamente meno probabile perdere dati, investiamo tempo e fatica per fare delle copie ovviamente inutili.
Il punto e’ questo: perche’ un backup deve costare tempo e fatica? E poi perche’ l’informatica e’ cosi’ inaffidabile?
Facile rispondere alla seconda domanda: e’ inaffidabile perche’ l’utenza (noi) tra una macchina affidabile e una inaffidabile ha generalmente scelto la seconda, persino quando non costava meno, per cui l’industria non puo’ che adattarsi alla scarsa maturita’ dell’utenza. Del resto il fatalismo e’ radicato nella nostra cultura: puo’ fare una copia di sicurezza chi si costruisce la casa alle pendici di un vulcano che con certezza esplodera’ (”speriamo non ora”) o nel letto di un torrente sperando che non piova (per quanto?).
Piu’ complicato rispondere alla prima: certamente no! Non deve costare ne’ tempo ne’ fatica! Ma cosa predisporre perchè il backup avvenga automaticamente, senza richiederci tempo o fatica, condizione indispensabile perche’ il backup effettivamente avvenga?
Proviamo ad elencare le diverse possibilita’ e le tecnologie a disposizione (IN PROGRESS):
rsync – in ambiente x un ottimo programma (ne parla anche bombich), dipsonibile anche su Mac con gestione di resource fork etc.
Sempre per mac ci sono anche delle GUI quali rsynkX di cui si parla qui e qui dice come usarlo su un disco locale e arRsynk (anche qui e qui), non so quale migliore
per client linux ci vorra‘ uno script
esistono anche dei pacchetti (questo pare buono) open source e non ma gratuiti ..
time machine - da os X 10.5.3 dovrebbe usare anche dischi remoti che si montano in rete (non so quali protoclli)
per il server – su mac si puo fare un dmg criptato, su linux si puo’ criptare il file system
per la LAN esiste una apposita distro linux: cryptoNAS
c’e’ da vedere anche WebDAV etc. per distribuire punti di montaggio
Ennesima rivoluzione che nel giro di mesi farà parte della normalità quotidiana è il geotagging, ovvero la georeferenziazione delle fotografie, fattibile con immediatezza. Pare impossibile dato il numero di tecnologie che coinvolge: fotografia digitale (questa ormai passata come rivoluzione e quotidiana come uso), geolocalizzazione satellitare (idem), trasmissione dati wireless (idem), elaborazione dati mobile (idem).
Non solo servizi online come panoramio e flickr, software consumer come iPhoto (l’ultima versione) e software per smartphone come iPhone o footpath per HTC ma molto software specialistico che inserito in un workflow ottimizzato per la facilità d’uso con una funzione di upload (come quella di serie Nokia) e un apposito Web server, aprirebbe nuove prospettive.
Escludo, più per la complicazione dell’acquisto che per il prezzo, software commerciali pure interessanti come Geophoto di Ovolab per Mac (25 euro)
Copyright © 2012 mirabelli - All Rights Reserved
Powered by WordPress & the Atahualpa Theme by BytesForAll. Discuss on our WP Forum